Fornax, la divinità delle fornaci

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Festività dell’Antica Roma, Fornacalia, Quirinalia e Dies Parentales

Di Cristina Donati

Sebbene Febbraio fosse dedicato alla purificazione, durante questo mese avevano luogo numerose festività, più o meno importanti.

Fornax, la divinità delle fornaci

FORNACALIA I Fornacalia[1] erano una festa agricola in onore di Fornax, la dea delle fornaci che presiedeva alla tostatura del farro, bruciato come offerta: in questo modo si scongiurava l’incendio dei forni durante l’anno in corso[2]. Durante la cerimonia il popolo veniva suddiviso secondo le antiche trenta curie e il farro era tostato nel forno di ciascuna di esse. Prima della festa, ogni cittadino poteva leggere su apposite tabelle nel Foro il luogo dove avrebbe dovuto compiere il sacrificio. E’ possibile quindi che la festa avesse anche una funzione di censimento della popolazione. Chi non partecipava nel giorno prescritto, poteva rimediare nel giorno delle Quirinalia, che per questo motivo si chiamavano anche “festa degli smemorati[3]“. La tostatura del farro, che non può essere immagazzinato subito dopo il raccolto ma ha bisogno di essere asciugato e tostato, è uno dei lavori finali dell’anno agricolo. Il farro è uno dei cereali più antichi nella storia dell’alimentazione umana: nella Roma arcaica dava il nome a un tipo di cerimonia nuziale, la confarreatio, riservata agli sposi di famiglia aristocratica. Questo cereale, poi soppiantato dal frumento, rimase ancora in seguito come ingrediente fondamentale nella preparazione, per esempio, della mola salsa, una specie di focaccia fatta con farina di farro e sale, indispensabile per diversi sacrifici[4]. La mola salsa veniva preparata esclusivamente nel forno delle Vestali secondo un procedimento complesso e rigoroso.

QUIRINALIA

Giove, Marte e Quirino

I Quirinalia[5] erano una festività dedicata a Quirino, divinità antica del pantheon romano. Nella Roma Augustea, Quirino era anche uno degli epiteti di Giano (Giano Quirino). Il nome deriva dalla parola quiris (lancia). In questo giorno era concesso celebrare il rito della prima torrefazione del farro a coloro che non lo avevano fatto in precedenza, nel giorno prescritto dalla propria curia. Si rimediava così sul  piano religioso affidandosi al dio[6]. Il dio Quirino era associato a Romolo, primo re di Roma, divinizzato dopo la morte avvenuta in circostanze misteriose[7] e venerato assieme alle maggiori divinità maschili romane: Giove e Marte, di cui Romolo sarebbe figlio. Il culto di Romolo prevedeva un flamine[8] speciale che, per importanza, era terzo dopo quelli di Giove e Marte.

DIES PARENTALES

Un cimitero celebrante i Dies Parentales

Il 13 febbraio iniziava la serie di nove giorni dedicati ai morti, che comprende le feste Parentalia[9], le Feralia[10] e forse anche la Caristia o Cara cognatorum, celebrata il 22 febbraio. Il giorno delle Feralia era il momento più solenne di tutta la celebrazione. Secondo Varrone il nome deriva da inferi “morti” e ferre “portare”, perché in quel giorno si portavano cibi rituali alle tombe. Diversa l’etimologia proposta da Festo, secondo il quale la parola significherebbe “ferire le vittime”, anche se pare che in questa festa non siano previsti sacrifici cruenti. Ovidio parla solo di semplici offerte di sale e vino che ciascuno fa sul sepolcro di famiglia, perché “parva petunt Manes[11]. I riti venivano celebrati rigorosamente tra parenti ed erano interdette tutte le normali attività della vita quotidiana (affari, matrimoni, cerimonie nei templi). L’arco temporale dei Dies Parentales non era casuale: l’intervallo che intercorreva ordinariamente tra la morte e la sepoltura era appunto di nove giorni. Durante i Caristia, i parenti riuniti per ricordare i morti di famiglia rinsaldavano i legami di parentela: mangiavano tutti insieme e facevano offerte di grano, uva, favi, focacce, vino e incenso; sanavano eventuali discordie e facevano una sorta di censimento dei familiari ancora in vita. In questo giorno non erano ammessi estranei[12].

 


[1] Cadevano il10 Febbraio.
[2] Varrone, Sulla lingua latina 6, 13; Dione di Alicarnasso 2, 66; Festo Fornacalia.
[3] Stultorum feriae.
[4] Immolare ha infatti come significato originario “ricoprire di mola salsa“.
[5] Del 17 febbraio.
[6] Ovidio, Fasti 2 475-532.
[7] Romolo sarebbe scomparso e salito in cielo durante una rassegna militare, come racconta Plutarco.
[8] Collegio sacerdotale.
[9] Feste funebri per i parenti defunti.
[10] Feste per i defunti in genere.
[11] Varrone, Sulla lingua latina 6, 34; Cicerone, In difesa di Emilio Scauro 11; Petronio 78, 14; Ovidio, Fasti 2, 571-616; Festo, Feralia.
[12] Ovidio, Fasti 2, 623–626, 631–632.
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