Festività dell’Antica Roma – Novembre: i Brumalia

Giorni di Bruma

Di Cristina Donati

Brumalia è un’antica festività romana dedicata alle celebrazioni del solstizio d’inverno e del dio Bacco, che si svolgeva dal 24 novembre al 24 dicembre: trenta giorni di banchetti, libagioni, divertimenti e ricerca di auspici per l’inverno. 

Bacco

Il nome deriva dal latino “bruma”1, dal quale conseguono tre probabili significati: il giorno più corto (dell’anno), il solstizio d’inverno o il periodo in cui esso si verifica, oppure, in senso astronomico, la posizione del sole al solstizio stesso. La festa costituiva quindi una preparazione al giorno vero e proprio del solstizio d’inverno, che cade a fine dicembre, ed era associata al vino ormai pronto per essere  travasato e bevuto.

Lupa e lupacchiotti

In proposito esistono diverse fonti: Giovanni Malala, cronista bizantino, afferma2 che la festa era stata istituita da Romolo (Romus) in quanto l’imperatore aveva tra i propri doveri quello d’intrattenere l’intero senato, l’esercito e chiunque lo desiderasse. 

Secondo Malala, Romolo voleva così lavare l’onta dell’aver mangiato dalla mensa di Faustolo, padre putativo e non di sangue. Secondo Choricius di Gaza3, la celebrazione era ancora presente nel  VI secolo DC durante il regno di Giustiniano I.

Il cronista bizantino Giovanni Lido (490 d.C.) offre nel suo De Mensibus una visione  interessante: dall’inizio del sesto secolo d.C fino alla metà del settimo, a Costantinopoli fiorisce una festa chiamata appunto Brumalia (24 novembre – il 17 dicembre), durante la quale  ciascun giorno veniva indicato con una lettera dell’alfabeto greco; era costume intrattenere ciascuno dei propri amici con un banchetto nel giorno contrassegnato dall’iniziale del nome.

Durante le celebrazioni si sacrificava un maiale, probabile retaggio degli antichi Saturnalia che, non a caso, iniziavano a fine dicembre. Brumalia e Saturnalia, entrambi dedicati a Crono/Saturno sono stati spesso confusi: Marziale, ad esempio, usa indifferentemente i due nomi5.

Giovanni Lido4, nel discutere le origini dei Brumalia cita l’usanza conosciuta come ascolia, caratteristica dei Dionisia Minori (o Rurali) ateniesi  e delle Lenaea, feste dedicate a Dioniso: βροῦμος era uno degli epiteti del dio come creatore del vino.

Note

1 –  The Chronicle of John Malalas, trans. E. Jeffreys et al. (Byzantina Australiensia 4, Melbourne, 1986), p. 95.

2 – Secondo l’Oxford Latin Dictionary (p.243) bruma è il superlativo di brevis, da cui breui-ma (brevima die) e quindi breu-ma.

3 - Oration XIII, Religion and State in the Age of Justinian.

4De Mensibus 4.158.

5 –  Epigr. 12.81.

Fonti

http://www.gsr-roma.com/ACTA/2011/ACTA_06_web.pdf

http://www.roger-pearse.com/weblog/?p=3191

http://web.eecs.utk.edu/~mclennan/BA/Saturnalia.html

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